ESSERE UOMO: TRA ASPETTATIVE E CAMBIAMENTO

Quale caratteristiche ha l’uomo che affianca una donna in cammino sulla via del cambiamento,  dell’autonomia e dell’ autoaffermazione?

 

Parlo e scrivo spesso di donne,  non tanto di uomini, é vero, essendo io donna mi è più facile parlare alle donne e a me stessa, in quanto tale, ma ora vorrei parlare di uomini e….. nessuno me ne voglia!!!

Non dico nulla di nuovo affermando che il momento attuale é difficile,  complicato per l’uomo,  è un momento di “forte riflessione” rispetto ad  una immagine diversa del proprio ruolo, ruolo che, l’uomo stesso, sente di dover mettere in discussione.

Caduta,  per fortuna, anche se non ovunque,  l’immagine patriarcale  di uomo-padrone. 

Quale caratteristiche ha l’uomo che affianca una donna in cammino sulla via del cambiamento,  dell’autonomia e dell’ autoaffermazione?

La parte recitata dall’uomo, quella di rude conquistatore, di potere, di autorità,  ha penalizzato, credo anche dolorosamente, l’uomo che si è trovato ad indossare un abito,  a volte, troppo stretto e inadeguato, ha dovuto nascondere il suo sentire ( non fare la femminuccia) ha dovuto nascondere le sue emozioni dietro ad una scorza di “durezza” che non gli apparteneva, è  stato, perciò,  la prima vittima di se stesso e di un ruolo che lo relegava a recitare una parte che non gli apparteneva, quella di dimostrare di non provare emozioni e di “non dover chiedere mai”.

La costante richiesta esterna di performance,  ottima performance,  ha costretto l’uomo a essere sempre di più,  in qualsiasi circostanza, dal lavoro, alla famiglia, alla società; questo essere sempre di più l’ha costretto ad una costante sfida con se stesso. L’uomo odierno, almeno alcuni uomini,non desiderano più essere il meglio, il supremo, l’unico. 

Tutto questo richiede loro una intima  rielaborazione di una nuova immagine di se stessi ed è,  inevitabile, come per ogni cambiamento,  avere dubbi, ansie insicurezze,  sensazioni che a volte dall’esterno, vengono vissute come debolezza, fragilità se non, addirittura,  derise.

L’uomo è,  quindi, in confusione,  dietro alle spalle ha una immagine a cui non vuole più aderire, ma davanti ha una visione ancora incerta e nebbiosa di dove andare.

Cosa può fare la donna in questo momento di incertezza dell’uomo?

Certamente non sostituirsi a lui, nemmeno adottarlo come il maggiore dei figli o, ancor peggio, come l’uomo imbranato che fa tanta tenerezza..no, credo che la donna debba comprendere e dare fiducia ad una persona in trasformazione che, come tale, incespica, ancora, su un prima ( ruolo dell’uomo invincibile) e un incerto presente.

Anche al nuovo ruolo paterno va dedicata attenzione e fiducia,  il “nuovo papà” non è più colui che interviene solo per rimproveri e scoperte, ma colui che porta con orgoglio il vero ruolo educativo del padre, accompagnandolo ,anche, con momenti di affettuosita’ e tenerezza verso i figli; atteggiamenti inspiegabili per gli uomini che l’hanno preceduto,  anche per il proprio padre che portano ancora dentro di loro con innegabile nostalgia per ciò che non è potuto essere…

È a questo nuovo padre, nuovo compagno che dobbiamo dare fiducia, occorrerà non poco tempo per far cadere stereotipi e preconcetti di genere, è un cambio di pensiero, di cultura; sono piccoli passi iniziati da poco tempo che ci porteranno lontano, ma occorre molta pazienza e comprensione, modificare un paradigma di riferimento porta ad inevitabili alti e bassi, fasi alterne e momenti di dubbio, ma non si è soli, è nella visione comune che avverranno i cambiamenti.  Siamo tutte persone , soprattutto esseri umani con dentro il forte desiderio, a volte confuso e inespresso di poter uscire da gabbie create da stereotipi e pregiudizi ormai, almeno speriamo, appartenenti ad un passato.

 

Daniela 

 

 

 

Miriam
miriam.cesari@casadellascolto.it
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