L’ASCOLTO DELL’ALTRO PARTE DALL’ASCOLTO DI Sè

Cerchiamo approvazione,  uguaglianza,  non diversità,  anzi, la diversità la viviamo come antagonismo, contrapposizione,  ci chiudiamo con sospetto alla comunicazione con l’altro,  vediamo l’altro come inesorabile giudice, anche quando giudizio non c’è e ci chiudiamo in noi stessi.

 

Quanto è faticoso parlare di sé,   riconoscere le proprie emozioni e darvi un nome. Spesso crediamo a stereotipi e a luoghi comuni, perché abbiamo timore nel comunicare, o meglio, non sappiamo trovare le parole per comunicare; a volte diamo per scontato reazioni nostre e altrui non reali, ma immaginate, occorre, perciò,  modificare l’atteggiamento mentale, diventare più flessibili e impadronirsi di un linguaggio più ricco ed efficace, capace di far comprendere le sfumature delle emozioni,  trovare le parole maggiormente chiarificatrici delle nostre emozioni,  capaci di raccontare il nostro sentire. 

Troppo spesso ascoltiamo noi stessi, non le parole dell’altro,  cerchiamo conferme al nostro pensare, non ascoltiamo, cercando conferme non riusciamo a cogliere le parole dell’altro. 

Cerchiamo approvazione,  uguaglianza,  non diversità,  anzi, la diversità la viviamo come antagonismo, contrapposizione,  ci chiudiamo con sospetto alla comunicazione con l’altro,  vediamo l’altro come inesorabile giudice, anche quando giudizio non c’è e ci chiudiamo in noi stessi, vediamo il non reale, vediamo giudizio sì,  ma anche contrapposizione e, raramente,  proponiamo una soluzione di mediazione,  anzi, da questa realtà nasce spesso il conflitto, oppure un doloroso allontanamento tanto difficile, poi, da recuperare.

E se partissimo, invece, dal reciproco ascolto?

Se provassimo a lasciare alle spalle le nostre convinzioni e difese e provassimo ad aprirci all’altro ascoltandolo?

Cosa accade quando oltre che all’ascolto dell’altro poniamo attenzione all’ascolto di noi stessi? Quando ci “sentiamo” davvero e sappiamo dare un nome a ciò che proviamo, alle tante sfumature interiori?

Troppe volte per non “sentire” ci teniamo occupati in mille altre attività,  facciamo, facciamo,  parliamo, parliamo,  ci circondiamo di rumore per non ascoltarci e, in silenzio,  andare al nostro interno per stare in ascolto della parte più intima di noi, la nostra voce interiore. 

A volte non ci ascoltiamo perché abbiamo timore di sentire, abbiamo paura di deludere l’altro,  di non rispondere alle aspettative,  di venir meno ad una immagine idealizzata persino ai nostri occhi.

Imparare ad ascoltare l’altro parte dal saper ascoltare se stessi, ascoltandoci scopriremo capacità inedite che potremo utilizzare per comprendere ancora di più  e, in maniera positiva l’altro e creare così  una relazione di ascolto e comunicazione proficua. 

Quindi il punto di partenza è l’ascolto,  ma prima di tutto ascolto di sé è della propria interiorità. 

 

Daniela e Miriam

 

 

 

Miriam
miriam.cesari@casadellascolto.it
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