QUANDO C’E’ UN BAMBINO CHE SOFFRE

I bambini hanno una tale carica di amore e di predisposizione al perdono che, pur di vedere serenità mamma e papà,  si prendono sulle proprie spalle la problematicità della famiglia e cercano una possibile soluzione,  mettendosi,  il più delle volte,  da parte o esplodendo in episodi di rabbia ingiustificata.

Quando in famiglia c’è un bambino che soffre occorre SOSTENERE ed AIUTARE  tutta la famiglia. 

E’ dal contesto socio-familiare  in cui vive il bambino che dipende la sua serenità.  È l’ambiente che plasma il cervello ed è dall’ambiente che dipende lo star bene del bambino.

Pertanto è fondamentale sostenere il genitore, aiutandolo anche a “modificare” alcuni tratti del suo ruolo, per dare aiuto al bambino. 

E’ necessario accogliere il genitore con amore,  consapevole che il nostro ruolo non è quello di giudicare,  ma che ci poniamo in ascolto per “provare” ad aiutare sia lui che il bambino;  è un lavoro di prevenzione, attraverso la cura e l’attenzione che l’adulto deve porre nei confronti del bambino. 

Nessun, cosiddetto, esperto ha la bacchetta magica, è un lavoro di interdipendenza tra chi parla e chi ascolta,  ma chi ascolta si deve ascoltare anche interiormente,  non si può essere ” anestetizzati” verso le parole che ascoltiamo dall’altro e, non si può fingere di non riconoscere nelle parole dell’altro anche i nostri ricordi. Insieme,  si prova ad andare lontano, andare col pensiero a quando il genitore era a sua volta bambino e, ora, rivede nel figlio la propria esperienza. 

Solo affrontando il passato e i ricordi legati a quest’ultimo le situazioni tenderanno a normalizzarsi, sopraggiungerà una situazione di maggior benessere sia per il bambino che per il genitore; i dolori della mamma e del papà,  ma non solo, si trasmettono al nuovo nato e, finché,  non si affrontano la catena non ha fine.

Ricordiamo anche il discorso delle aspettative,  delle proiezioni del genitore verso il bambino,  dei desideri,  delle realtà non realizzate che il bambino si trova a “portare” come un peso e a non vivere la propria vita,  ma quella desiderata per lui dall’adulto insoddisfatto. 

I bambini hanno una tale carica di amore e di predisposizione al perdono che, pur di vedere serenità mamma e papà,  si prendono sulle proprie spalle la problematicità della famiglia e cercano una possibile soluzione,  mettendosi,  il più delle volte,  da parte o esplodendo in episodi di rabbia ingiustificata.

Il bambino nella sua onnipotenza pensa di essere colui che può risolvere e portare serenità nella famiglia,  quasi una posizione di onnipotente salvificatore, ma i bambini che assumono questo ruolo sono bambini che soffrono tanto,  mettono a repentaglio il loro essere bambini e si trovano a vivere una vita non loro in nome dell’immenso amore che nutrono verso mamma e papà. 

Daniela e Miriam

Miriam
miriam.cesari@casadellascolto.it
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