SCUOLA A DISTANZA: la stanchezza dei bambini e ragazzi comincia a farsi sentire

Il mese di maggio è da sempre correlato da un calo della stanchezza, che può incidere sulla motivazione e sulla ricerca di nuove strategie per finire l’anno con serenità.

All’inizio la didattica a distanza per molti, è stata vissuta con divertimento, una nuova esperienza da poter fare con strumenti che spesso vengono “limitati” nell’uso…dopo due mesi,  questa eccitazione (almeno per chi l’ha provata..) è ormai quasi svanita e si comincia a viverla con stanchezza…insomma come si vive la scuola a maggio in qualsiasi anno scolastico.

In alcune case è stato difficile riuscire a gestire la scuola a distanza, a volte per più figli e lavoro da casa. ma non solo, per alcuni è stato difficile seguire i figli nella didattica stessa. Abbiamo per necessità dovuto sostituirci alle insegnanti,  cosa non semplice da fare:

  • gli strumenti  a volte mancano, non tutti si ricordano ciò che è stato fatto a scuola quando si era bambini o comunque si può rischiare di spiegare gli argomenti in modo poco efficace;
  • caratteristiche personali, non tutti sanno spiegare in modo chiaro, l’insegnamento è un arte, una missione, è difficile improvvisare capacità o caratteristiche che non si hanno;
  • le dinamiche che si innescano tra genitori e figli, che sono le stesse che si innescano durante lo svolgimento dei compiti del week-end e che creano nervosismo e conflitto.

Nello stesso tempo, ci siamo noi, questa è una variabile importante. I ragazzi e i bambini hanno i genitori al loro fianco e anche se siamo alla fine e la stanchezza si fa sentire, per adulti e bambini, potrebbe essere utile comunque continuare a ricercare una strategia che possa “far filare tutto liscio”, visto che ancora non sappiamo come la scuola sarà organizzata a settembre.

Riassumendo: non possiamo mollare ora, non penso di certo alla promozione quando lo dico, ma al percorso che ogni bambina o ragazzo fa. Ciò che ci fa mollare ora, potrebbe essere ciò che ci farà mollare l’anno prossimo…per cui tanto vale gestirla in questo momento, in un tempo che è maggiormente dilatato e che ci può aiutare a riflettere su ciò che non sta funzionando.

Durante la scuola on line, pian piano ogni ragazzo ha messo in evidenza punti di forza e fragilità, che spesso sono correlati alle situazioni che già si vivevano durante la scuola in presenza.

Ad esempio chi aveva difficoltà della gestione del tempo legato ai compiti, ha rivissuto la stessa difficoltà anche a casa, se non potenziata, dal fatto che la giornata, a prescindere dalle video lezioni è comunque da organizzare.

In questo momento di grande incertezza, formativa e lavorativa, c’è comunque una certezza che dal mio punto di vista,  fa una grande differenza: il genitore, come colui che sostiene la crescita del proprio figlio. Questo non significa risolvergli ogni problema che vive, significa magari capire e ricercare con lui la soluzione più adatta, anche quando non si hanno strumenti specifici o comunque chiedere un supporto a chi queste competenze le ha per capire quali strategie affrontare. Ignorare o rimandare a quando tutto tornerà alla normalità potrebbe far aumentare le difficoltà.

Potrebbe essere molto utile continuare a puntare sulla pianificazione della settimana, questo tipo di attenzione potrebbe portare grandi benefici nel futuro e una svolta di qualità al rientro a scuola, in particolar modo nell’area dell’autonomia. E’ poco utile, per chi ha difficoltà dell’organizzazione capire cosa deve fare in giornata, solo la mattina stessa ad esempio, ma al contrario è utile avere uno sguardo d’insieme.

La pianificazione aiuterà anche ad individuare e aumentare il tempo personale, perchè eliminerà tutti quei momenti solitamente caotici e confusionari in cui si cerca di capire cosa si deve fare e DOVE SI DEVE GUARDARE.

 

Miriam
miriam.cesari@casadellascolto.it
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